giovedì 7 ottobre 2010

LA RAGAZZA CHE GIOCAVA COL FUOCO


Mikael Blomkvist è tornato vittorioso alla guida di Millennium, pronto a lanciare un numero speciale su un vasto traffico di prostituzione dai paesi dell'Est. L'inchiesta si preannuncia esplosiva: la denuncia riguarda un intero sistema di violenze e soprusi, e non risparmia poliziotti, giudici e politici, perfino esponenti dei servizi segreti. Ma poco prima di andare in stampa, un triplice omicidio fa sospendere la pubblicazione, mentre si scatena una vera e propria caccia all'uomo: l'attenzione di polizia e media nazionali si concentra su Lisbeth Salander, la giovane hacker, "così impeccabilmente competente e al tempo stesso così socialmente irrecuperabile", ora principale sospettata. Blomkvist, incurante di quanto tutti sembrano credere, dà il via a un'indagine per accertare le responsabilità di Lisbeth, "la donna che odia gli uomini che odiano le donne". È lei la vera protagonista di questo nuovo episodio della Millennium Trilogy, un thriller serrato che all'intrigo diabolico unisce un'acuta descrizione della società moderna, con le sue contraddizioni e deviazioni, consegnandoci con Lisbeth Salander un personaggio femminile unico, commovente e indimenticabile.

A mio parere bello, ma troppo lento come scorrimento...troppi personaggi, è il suo difetto secondo me...l'inizio è avvincente e ti intriga talmente tanto che continui a leggere perchè vuoi sapere cosa accadrà...poi basta si arena in un susseguirsi di descrizioni di posti, personaggi, situazioni in maniera noiosa...arrivi alla fine che tiri un sospiro di sollievo perchè finalmente è finito!!!
Non so se comprerò il terzo "LA REGINA DEI CASTELLI DI CARTA", mi hanno anticipato che è il più noioso dei tre...non so...cosa mi consigliate? Qualcuno di voi l'ha letto?


2 commenti:

Simo ha detto...

Grazie per la info...io abito a Pregnana!!!!!
buonissima giornata

a piedi nudi sul divano ha detto...

Ciao e piacere di conoscerti.
Concordo appieno con la tua critica al libro. Risulta più noioso che avvincente e le descrizioni che si susseguono sempre uguali nono veramente noiose.

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